CENTOMILA GAVETTE DI GHIACCIO PDF

Era stato uno di loro. E sapeva che la loro tragedia era stata condivisa dai loro famigliari, a casa. Questo lo spirito del libro. Questa la ragione della sua fortuna, nel tempo. Ci racconta di soldati parsimoniosi che hanno conservato un tozzo di pane secco, e che con quello combattono la fame, dopo quattro giorni.

Author:Kejar Donris
Country:Nicaragua
Language:English (Spanish)
Genre:Video
Published (Last):9 July 2015
Pages:51
PDF File Size:13.72 Mb
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ISBN:224-9-69796-363-5
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Non so come, tirai fuori il discorso degli Alpini, del riscoprire le radici. Ogni tanto mi capita. Non in ebook. In cartaceo. A modo suo, ti spiega da dove sei nata. La storia di invasori che andarono - consapevoli - alla morte e che, contro ogni aspettativa, trovarono il modo di entrare nel mito e tornare a casa.

Centomila soldati, una manciata di eroi, una fiumana di penne nere incapaci di lasciare quei campi di battaglia, quei compagni caduti, quel gelo assurdo. La storia di generazioni.

Mursia Editore ha fatto sapere che nel codesto cult della letteratura di guerra ha venduto quattro milioni di copie. La storia prende il via sul fronte greco-albanese, nel Una parola ripetuta nella poesia che evoca paesaggi, desolazione, silenzio, vicinanza; superstiti in una tragedia senza fine e senza scopo, abbandonati a se stessi e senza niente, gli Alpini fecero il possibile per ubbidire ai comandi, spesso assurdi, assassini, indifferenti.

Il gelo impera in parole infuocate dal ricordo. Amici, commilitoni, famiglia. E poi la senti. La voce. Eccola la voce dei ricordi. Di quei rari momenti in cui la coscienza del nonno affiorava sulla Terra solo per evocare compagni perduti lungo il Don.

E allora ti chiedi che cosa vuol dire essere un eroe. E allora ti chiedi se saresti mai riuscita a sopravvivere intera fisicamente a cotanto sacrificio e sforzo. E ti guardi e comprendi, ti vedi camminare con la neve alle ginocchia, una neve immaginaria, purulenta, putrida. Ci sono oggetti che ti salvano la vita, che evocano storie, che alleviano i traumi. Storie di campagnoli, giovani ragazzi che chiamano la mamma in continuazione. Non la ragazza, non la zia, non la prostituta.

La mamma. Mamma, mamma, mamma, mamma. In ogni notte, lungo ogni trincea, dentro ogni giaciglio congelato. Mamma, mamma, mamma. Un aggancio perpetuo al momento del crak interno, quel frantumarsi intollerabile, quella bestia selvaggia tenuta a bada da confini di corda elettrica intessuta da episodi definiti nel dettaglio, misero, di eventi che non si possono mettere in discussione. Per sempre. Potrebbero interessarti anche :.

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