ENZO RULLANI PDF

I registi di una volta sono stati travolti. Che si sono dilatate numericamente ed espanse qualitativamente. E anche col corpo, se manteniamo vivo il legame tra virtuale e reale, mettendo in collegamento di due modi di fare esperienza. Qualcuno vorrebbe metterci ordine.

Author:Tojajas Yokree
Country:Argentina
Language:English (Spanish)
Genre:Finance
Published (Last):16 March 2017
Pages:481
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ISBN:665-2-46700-740-9
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Dal fordismo al post fordismo Il gran parlare che si fa di economia globale e di globalizzazione lascia pochi dubbi sul fatto che tutti i comportamenti e i problemi economici siano profondamente influenzati da questa tendenza.

O meglio, capita che ciascuno di noi abbia in mente conseguenze diverse e spesso contrastanti. Le altre imprese operavano saldamente ancorate - quanto a produzione, personale, management, capitale azionario e di credito - ai confini nazionali, e praticavano i mercati transnazionali solo per le forniture materie prime, tecnologie, macchine e per le vendite esportazioni. Legittimare le multinazionali sulla base della loro maggiore efficienza o gli scambi internazionali sulla base della reciproca convenienza mercantile non risolve il problema del controllo e dunque del conflitto Rullani Questo spiega le resistenze, talvolta giustificate, che ostacolano il cammino della globalizzazione e le contraddizioni che emergono quando la deregolazione globale dei mercati viene lasciata completamente libera di agire.

Tutta la catena del valore si fa transnazionale Grandinetti e Rullani , Come rispondere? Le strutture della subfornitura, ad esempio, non possono rimanere le stesse in una economia globale dove esistono fortissime differenze nel costo del lavoro e dotazioni differenziate in termini di competenze, infrastrutture, fattori territoriali Bonomi , Becattini Alcune fasi delle attuali catene di subfornitura sono destinate ad essere delocalizzate; altre no, e possono anzi trarre vantaggio dalla delocalizzazione delle prime.

Una rete globale diventa governabile se le decisioni vengono prese interattivamente e se le informazioni sono accessibili in modo ubiquitario da tutti i punti.

Si tratta di trasformazioni che possono essere completate solo nel lungo termine, ma che occorre cominciare a sperimentare fin da ora. Specialmente se devono essere intraprese da imprese di piccola dimensione, prive per ora di un terziario interno di qualche consistenza. Ora si tratta di fare tutto in fretta, muovendosi con i ritmi accelerati della propagazione globale. Ma anche per ragioni propriamente cognitive.

Questi produttori usano la comunicazione e i contratti tipici della rete per governare la loro interdipendenza, in modo da rendere i rapporti affidabili e proficui Benedetti e Di Bernardo Si pensi ad esempio ai massicci investimenti in formazione che sarebbero oggi necessari per alimentare la necessaria evoluzione degli attuali distretti industriali.

Lo stesso vale per la ricerca. Le grandi imprese, che pensano di usare la catena della subfornitura ai propri fini, mantenendovi una posizione dominante, hanno sicuramente convenienza a costruire reti che possano fornire vantaggi competitivi ad una miriade di piccoli fornitori di lavorazioni, componenti, servizi. Partiamo da una esigenza di fondo: tutte le attuali reti di intermediazione banca, commercio, assicurazioni, servizi vari stanno per saltare, assediate come sono da diversi fattori di cambiamento.

Da un lato, produttori e consumatori richiedono e possono realizzare un rapporto di interazione diretta, grazie alle nuove tecnologie della comunicazione a distanza in tempo reale. Una via italiana? Le esigenze cui occorre far fronte, quando si parte da una situazione caratterizzata da piccole imprese e da iniziative diffuse sul territorio, sono diverse da quelle che sono messe alla prova nelle grandi imprese e nelle grandi concentrazioni metropolitane.

Pur volendo andare verso lo stesso traguardo - la rete post fordista - diverse risultano le strade da percorrere e le risorse che possono essere mobilitate allo scopo. Altrove, la transizione al post fordismo si traduce in una strategia di decentramento; da noi, invece, la transizione richiede la costruzione di un sistema relazionale esteso e formale, che tuttora manca. Si tratta dunque di investire nella costruzione di reti, nella formalizzazione dei processi, nella formazione del personale e nella ricerca.

Becattini G. Regione e industria", Politica ed Economia, nuova serie 1, luglio; Grandinetti R.

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